Basi militari Usa in Giappone, scoppia la protesta: i soldati e il vizio dello stupro

Ho voluto tradurre (in velocità e mi scuso sin d’ora per l’approssimazione) questo articolo di Le Monde sul Giappone perché lo trovo di straordinaria attualità, in primis rispetto alla questione No Dal Molin e al ruolo della ferma opposizione della popolazione alle basi militari. Inoltre credo sia da rimarcare la terribile costante presenza di stupri e violenze sessuali ai danni di donne e giovanissime da parte di militari. Ovunque essi siano la brutale attività dello stupro viene (sistematicamente) praticata, dalle zone di guerra, dove è considerata anche uno strumento per il controllo e la disciplina dei civili (Iraq e prima il Vietnam lo dimostrano ampiamente); ma inoltre questa abitudine persiste nelle zone delle caserme e in patria. Qualche tempo fa leggevo dell’esponenziale aumento di omicidi commessi da reduci di guerra americani (e contemporaneamente pure di suicidi) il cui obiettivo primario sono mogli, fidanzate ed ex ragazze… Diciamo che danno da pensare questi fatti, inoltre a Vicenza un soldato Usa che ha stuprato una nigeriana ha ottenuto delle attenuanti perché sotto stress per il ritorno dalle missioni di guerra! Son due giorni che mi rimbalza in testa una cosa: il fatto che in provincia di Vicenza ci sia il maggior numero di locali di striptease e a luci rosse del nord Italia, oltre ad un fiorente mercato della prostituzione, non è che per caso centra qualcosa con le migliaia di soldati Usa (oltre che a quello dei piccoli imprenditori stressati del produttivo nordest, beneinteso eh…)??
redacted
Nella foto la locandina del film Redacted di Brian de Palma che parla appunto di un gruppo di marines che hanno stuprato e ucciso una ragazzina di 14 anni e la sua famiglia. Ahn è tratto da una storia vera…
 
Qui di seguito l’articolo tradotto da Le Monde e poi l’originale in francese.  Tra le varie cose vorrei far notare le dichiarazioni del ministro della difesa Giapponese in chisura dell’articolo. Uno stupro ad Okinawa ravviva la collera della popolazione giapponese contro la presenza militare americana
Da Le Monde, 15 febbraio 2008, Corrispondenza da Tokio di Philippe Mesmer

Il presunto stupro di una adolescente di 14 anni da parte di un marine americano sull’isola di Okinawa esacerba le tensioni tra i residenti giapponesi e le truppe degli Stati Uniti piazzate nell’arcipelago del sud del Giappone. Per disinnescare la crisi, l’ambasciatore degli Stati Uniti, Thomas Schieffer, e il comandante americano del Giappone, il generale Bruce Wright, si sono recati, mercoledì 13 febbraio ad Okinawa, due giorni dopo l’arresto del sergente Tyrone Luther Hadnott, presunto autore dell’aggessione che lui nega. Schieffer ha presentato il "rammarico" ("regrets") americano e promesso la cooperazione del suo paese affinché "sia fatta giustizia".
    L’iniziativa dei responsabili americani riflette le loro preoccupazioni di vedersi ripetere lo scenario del 1995, quando lo stupro di una ragazzina di 12 anni da parte di 3 soldati aveva suscitato un’ondata di proteste tra le quali il picco maggiore è stato una manifestazione di 100.000 persone a Naha, capitale di Okinawa. La tensione aveva costretto giapponesi ed americani a decidere, nel 1996, lo spostamento di una base aerea del corpo dei marines. Gli States si erano impegnati a rinforzare le misure di prevenzione dei crimini, ma i problemi non sono affatto scomparsi. Secondo una stima calcolata dal quotidiano Yomiuri, 32 militari americani sono stati arrestati tra il 1996 e il 2006 per un omicidio, stupri e rapine.
Richiesta di scuse
La persistenza di crimini e delitti spiega la determinazione delle reazioni dopo l’arresto del sergente Hadnott. I comuni di Chantan, luogo dell’aggressione, e di Okinawa hanno adottato delle risoluzioni che esigono un rafforzamento della disciplina, delle scuse e risarcimenti. Il primo ministro giapponese, Yasuo Fukuda, ha qualificato l’aggressione come "imperdonabile". Il ministro della difesa, Shigeru Ishiba, vede questo come una questione che "potrebbe compromettere i fondamenti dell’alleanza nippo-americana".
    Questa polemica giunge nel momento in cui gli States stanno procedendo ad un ridispiegamento dei loro 47.000 militari stanziati in Giappone, dei quali il 74% è ad Okinawa. Il ridispiegamento di certe basi era programmato, come anche la trasferta di 8.000 marines di Okinawa verso l’isola di Guam. L’obiettivo è evidentemente di alleggerire la presenza di truppe ad Okinawa, territorio occupato dagli Stati Uniti dal 1945 al 1972 prima della sua restituzione al Giappone.
    Per il ministro Giapponese degli affari esteri, Masahiko Komura, il buon andamento del ridispiegamento si vede minacciato dall’ultimo incidente. Oltre al malcontento degli abitanti di Okinawa,  egli ha considerato che "la questione della disciplina dei militari americani resterà un problema, qualunque sia il luogo dove si troveranno le basi".

 
 
 
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