aquiestoy

24 Ago, 2008

Una lotta popolare contro il nucleare: Plogoff pietre contro fucili

Generale — Inviato da aquiestoy @ 17:11

In una serata imprevedibile dell’autunno parigino chiamato agosto da qualche burlone, mi sono imbattuto in una proiezione di un documentario, la cui visione mi ha fatto sobbalzare. È un documentario autoprodotto del 1980 ma le analogie con la lotta del No Dal Molin e con altre questioni che avvengono oggi in Italia sono state per me alquanto sconvolgenti. Questo documentario racconta una lotta, un percorso di resistenza di una comunità intera, in un paesino sperduto della Bretagna francese.
Plogoff: pietre contro fucili

plogoff1 Siamo nel 1978 e il governo francese in seguito alla crisi petrolifera decide di dare il via al suo ambizioso progetto di centrali nucleari. Tra i vari siti selezionati dal governo vi è questo paesino di 2.300 abitanti sulla punta nord della Bretagna, Plogoff. È un villaggio di pescatori e contadini dove il panorama delle onde che si infrangono sulle scogliere del capo toglie il respiro. Qui, proprio sulle spiagge di Plogoff il governo ha deciso di installare i quattro reattori nucleari di quella che sarebbe diventata la centrale nucleare della Bretagna. La decisione presa dal governo è imposta sugli abitanti e EDF l’azienda statale dell’energia (l’Enel francese) aveva gia diffuso le planimetrie e iniziato i rilievi.
Ma.
Questa storia comincia proprio da un ma, quello a cui nessuno aveva pensato: i cittadini di Plogoff e dei villaggi vicini questa centrale non la vogliono e sono pronti a lottare. Un comitato di difesa si autorganizza, il governo procede con un’inchiesta pubblica per far esprimere i cittadini sulla centrale. La gente dichiara pubblicamente che la centrale non la vuole e che le inchieste del governo sono solo uno stratagemma per fermare gli oppositori (in un altro caso in Francia gli anni precedenti una centrale è stata costruita nonostante che l’inchiesta pubblica dei residenti avesse respinto il progetto). Il primo giorno di resistenza inizia, nel gennaio 1980, accanto al Comune dove, sindaco in testa, si bruciano i fogli dell’inchiesta per ribadire un no espresso con determinazione da tempo. Il giorno dopo arrivano centinaia di gendarmi ad invadere Plogoff per far svolgere l’inchiesta e far avanzare le procedure per la costruzione. La popolazione insorge, barricate nelle strade, una manifestazione cittadina attaccata ripetutamente dai gendarmi prima ed dai paracadutisti poi si svolge ogni giorno alle cinque del pomeriggio per 6 settimane. Plogoff diviene un campo di battaglia: le donne sono in prima fila nella mobilitazione, a urlare e a far crollare psicologicamente i giovani soldati inviati per picchiare gli oppositori. I giovani locali si dedicano in massa all’uso della fionda per lanciare pietre sui militari che invadono la città. Viene apera una radio (radio Plogoff) per diffondere i motivi e le voci della protesta in tutta la Bretagna, l’area dove dovrebbe sorgere la centrale viene requisita e trasformata in una zona di allevamento di pecore. La battaglia di Plogoff è certamente territoriale ma critica direttamente tutto il discorso politco sull’ineluttabilità del ricorso al nucleare, e siamo diversi anni prima di Černobyl... Inoltre accanto al sentimento antinucleare si attivano nella regione delle sperimentazioni di sfruttamento di energie alternative come dimostrazione dal basso di poter rinunciare alla dittattura nucleare. La gente è unita e determinata nel proseguire la battaglia nonostante la repressione e risponde collettivamente ai primi arresti fatti dalla polizia andando addirittura ad occupare la prefettura durante un processo. plogoff2

La popolazione di Plogoff dopo una lunga resistenza ha respinto la centrale nucleare: nel maggio 1981 il neopresidente dell’epoca Mitterand annuncia “nessuna centrale nucleare sarà fatta a Plogoff”. Il documentario “Plogoff: pietre contro fucili” parla di questo, è stato filmato durante quei giorni da una coppia di cineasti non professionisti che partecipava alla mobilitazione, le immagini degli scontri sono in presa diretta e accanto ci sono le interviste, alle donne soprattutto, che per giorni hanno urlato il loro sdegno ai gendarmi dicendo che quello è il loro territorio e quelle divise francesi ricordavano loro quelle naziste di quaranta anni prima. Ho provato a vedere se esiste una versione con i sottotitoli italiani del film, non ho trovato nulla per ora, in ogni caso con un’amica lo stiamo traducendo e sottotitolando, spero che possa interessare, fatemi sapere se vi incuriosisce...


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